giovedì 10 ottobre 2013

Non solo nebbia: Blackburn e Preston, le perle del Lancashire

Racconto scritto dall'amico Stefano "Mr Wolf" e tratto dal sito "UK Football Please" che lo pubblicò nel lontano marzo 2008. Ringraziamo Stefano e Max!

Antefatto - “Ti andrebbe di scrivere qualcosa per la fanzine?”, chiede Max.

“Volentieri - aderisco con ingenuo entusiasmo (come sempre quando si tratta di calcio inglese), inconsapevole del trappolone in cui sto per cadere - ho giusto pronti dei pezzi (con resoconti anche fotografici) su Arsenal, Aston Villa, Fulham, Q.P.R., Norwich, Ipswich, Forest, Northampton, Hartlepool. Hai solo l’imbarazzo della scelta, insomma. Cosa preferisci?” chiedo - sicuro di offrire un “campionario” idoneo a soddisfare anche un “cliente” così esigente.

“Non abbiamo mai parlato del Lancashire”.
“I beg your pardon?”
“Lancashire. Un minimo di inquadramento di storia e geografia, e poi via con le squadre, il derby, cose così. Tutto chiaro?”.
“Sì, signore”.
“Ah, E andiamo in tipografia entro la settimana”.
Come direbbe Jeeves: “molto bene, signore”.


Lancashire – E così, come il sottofondo di Paolo Conte (“smettila Max, la tua lucidità non semplifica, Max”) eccomi a parlare del Lancashire, regione del Nord Ovest dell’Inghilterra secondo alcuni (e sale alle labbra il nome di Max) sottovalutata; in realtà può essere considerata molto interessante, sempre che vi piacciano la nebbia e le brughiere desolate. Lancashire significa contea di Lancaster, un nome che è passato alla storia per la guerra delle due rose combattuta tra le case di Lancaster (simboleggiata dalla rosa rossa), e la casa di York (simboleggiata dalla rosa bianca) che nel XV secolo si disputarono il diritto alla successione al trono d’Inghilterra. Il Lancashire ha poi subìto una grave deminutio nel 1974, quando i territori di Sud Est, compresa Liverpool, vennero incorporati nella Merseyside, e i territori di Sud Ovest, compreso il borough di Manchester, nella Greater Manchester. Il cambiamento di confini ha impoverito anche calcisticamente la contea, che ha perso le squadre di Manchester, le squadre di Liverpool, e il Bolton. Restano a difendere l’onore della rosa rossa nelle competizioni calcistiche Blackburn Rovers, Preston North End, Burnley, Blackpool, Oldham e altre squadre minori. Ma una delle principali rivalità è tra Blackburn Rovers e Preston North End. A dirlo oggi può sembrare strano, ma proprio queste due squadre sono state tra le prime grandi del calcio inglese. Andiamo allora a conoscerle meglio.

I Rovers - I Blackburn Rovers sono un club glorioso, costituito nel 1875, che nel 1888 fu tra i membri fondatori della English (oggi Premier) League. Solo Aston Villa ed Everton, tra le squadre dell’odierna Premier, possono condividere questo onore. Nella seconda metà del secolo XIX i Rovers (che fin dall’inizio sfoggiano la casacca biancoblù, divisa in due metà, le famose white and blue halves, simile alla vecchia maglia dell’Andrea Doria) possono contare sulle risorse della ricca borghesia cittadina, che prospera grazie all’industria del cotone e fornisce al neonato club sia la classe dirigente disposta ad investirci importanti risorse, sia il bacino di pubblico necessario per sostenerlo ai più alti livelli.


In effetti, dal 1874 al 1881 i Rovers vincono cinque volte la FA Cup, un dominio mai più replicato da nessun’altra squadra. Chiariamo che queste vittorie sono state ottenute senza miracol mostrare dal punto di vista estetico, anzi con un gioco piuttosto ruvido, quello che all’epoca si definiva Corinthians style, più Wimbledon che Manchester United, per intenderci (lo riconosce lo stesso sito ufficiale) . . .

Ponendo fine ad una serie di peregrinazioni (da cui il nome di Rovers, Vagabondi, secondo la versione di Simon Inglis) nel 1890 il club si insedia nello stadio di Ewood Park, che è tuttora la sua casa.

Dopo l’indigestione di trofei del secolo XIX, nei primi trent’anni del Novecento la bacheca si arricchisce di un’altra Coppa d’Inghilterra e di due campionati. Poi però un lungo silenzio (nonostante l’avvento, negli anni’80, di giocatori del calibro di Frank Stapleton, Steve Archibald e Ossie Ardiles) fino a quando, all’inizio degli anni’90, accade quello che Flavio Oreglio definirebbe un “evento catartico”: improvvisamente, infatti, e come dal nulla, sulla cittadina del Lancashire si abbattè la pioggia di sterline del magnate dell’acciaio Jack Walker che, potendo permetterselo (era uno degli uomini più ricchi d’Inghilterra), decise di non badare a spese per inseguire il sogno romantico di contribuire al ritorno ai vertici della sua squadra del cuore (come dargli torto? Uno spot vivente per il movimento support your local team). Le redini del team vengono affidate a un conduttore sapiente come Kenny Dalglish (già leggenda del Liverpool) e, anno dopo anno, per tre stagioni gradualmente vengono inseriti i nuovi giocatori in grado di elevare il tasso tecnico della squadra. E i risultati arrivano.

L’immediata conquista della Premier League nel 1992, dopo anni di anonimato, significa che il club finalmente può essere parte di ciò che – un secolo prima - aveva contribuito a creare. La prima stagione si conclude con un eccellente quarto posto, la successiva con la piazza d’onore dietro al Manchester United e la terza con l’incredibile vittoria del titolo; un titolo conquistato da una squadra che poteva contare su un solo campione (Alan Shearer), tre eccellenti giocatori (il portiere Tim Flowers, il regista arretrato Tim Sherwood e il raffinato laterale sinistro Graeme Le Saux), nonchè su una serie di efficaci comprimari (come l’altro attacante Chris Sutton, che componeva con Shearer la coppia denominata SAS, come la famosa Special Air Service, e il leggendario difensore scozzese Colin Hendry).

Grazie ad una grande abnegazione tattica e ad un fortissimo team spirit, Kenny Dalglish riuscì a portare i suoi uomini alla vittoria sul Manchester United del grande Cantona in quello che era un duello impari sia dal punto di vista tecnico che estetico (le due squadre erano come la bella e la bestia perchè il Blackburn non aveva infatti mai abbandonato il suo tradizionale “stile” di gioco). Nonostante qualche singolo exploit (come la vittoria in Coppa di Lega nel 2002), i Rovers non sono però più riusciti a ripetere quei fasti e hanno anche conosciuto, nel 1999, l’onta della retrocessione, riscattata con la promozione del 2001, dedicata alla memoria del grande presidente e benefattore, che era mancato proprio all’inizio della stagione. L’ingente patrimonio che Jack Walker ha lasciato per finanziare il club anche negli anni a venire è però servito per mantenere saldamente un piccolo club come i Rovers in Premier, e questo è comunque un risultato straordinario. L’attuale squadra di Mark Hughes, con alcuni ottimi giocatori come Bentley (inspiegabilmente sacrificato dall’esterofilia dell’Arsenal), Samba, Pedersen, Santa Cruz, Derbyshire e altri ha tutte le carte in regola per conquistare la zona UEFA e portare nuovamente le famose white and blue halves in giro per l’Europa. A sottolineare il legame con il territorio, i Rovers hanno adottato un magnifico stemma con la rosa rossa del Lancashire e hanno fatto proprio il motto (latino) della città “arte et labore”, cioè (potremmo tradurre liberamente) con il talento e il sudore anche se, come abbiamo detto, la storia (sia della città manufatturiera che della squadra) ha visto una netta prevalenza del secondo elemento.

North End – Preston è la capitale del Lancashire, anche se capitale suona troppo altisonante per una cittadina di 130 mila abitanti. Il nome pare derivi da priests town, la città dei preti, coniato quando la zona era dominata da un’importante priorato, e infatti il coat of arms cittadino è a sfondo religioso e rappresenta un agnello che porta una croce. Ed è lo stesso stemma della squadra di calcio del Preston North End.
Se i Rovers hanno la stessa maglia che fu dell’Andrea Doria, il North End (come viene comunemente chiamato) può invece essere considerato il Genoa d’Inghilterra. Sia perchè, come il Genoa in Italia, ha vinto il primo campionato mai disputato, nel lontano 1889, sia perchè lo splendido stadio di Deepdale (l’unico stadio in tutta la storia del PNE) presenta molte similitudini con quello di Marassi, con le torri dei riflettori incorporate al tetto della struttura, sia perchè il club calcistico deriva (come il Genoa) da un antico club di cricket (risalente al 1863). Nel 1877, non potendo più far fronte alle ingenti spese richieste da uno sport così elitario, il club si volse al rugby che però abbandonò un anno dopo non potendo competere con i Grasshopers che all’epoca dettavano legge sul territorio per quanto riguardava la palla ovale. Il North End si dedicò quindi finalmente al football, e una sconfitta per 10-0 con i vicini Rovers nel 1881 non fu sufficiente a convincerli che . . . avevano sbagliato ancora una volta sport!


E per fortuna, aggiungiamo, perchè la squadra era in procinto di scrivere alcune tra le più belle pagine della storia del footie. Il merito va ascritto ad un pioniere come William Sudell, padrone di una manifattura che, una volta divenuto presidente del North End, ebbe la geniale intuizione di potenziare la squadra importando tattiche e giocatori (come il potente centromediano degli Hearts N. J. Ross) dalla vicina Scozia, dove il movimento calcistico era – all’epoca - più avanzato, al punto che esportava il know-how tecnico e tattico indipensabile per chi voleva cimentarsi con il nuovo gioco. 

Parallelamente, Sudell condusse un importante lavoro diplomatico per convincere la Football Association, che fino a quel momento era votata al dilettantismo e aveva squalificato il North End accusandolo (e con piena ragione) di retribuire i giocatori, a legalizzare il professionismo. Dopo aver vinto anche questa battaglia, Sudell riuscì a creare la chimica giusta per dare forma ad una squadra quasi imbattibile, non a caso soprannominata The Invincibles qualche anno prima (ok, 118 anni prima) che lo stesso soprannome fosse riservato all’Arsenal: imbattuti nella stagione 1885-1886 (record battuto solo dall’Arsenal nel 2003-04), 42 vittorie consecutive nel 1887-88 (con il disappunto, a bitter disappointment, di perdere la finale di FA Cup col West Bromwich Albion), e soprattutto la vittoria del primo campionato della storia, nel 1888-89 (subito bissato la stagione successiva) in un anno trionfale che vide anche la vittoria della FA Cup (senza nemmeno un gol concesso agli aversari) a completare quello che fu anche il primo, storico, double. 

Risale alla stagione 1888-89 anche l’adozione delle maglie bianche, per la squadra che per questo motivo fu soprannominata i Lilywhites (gigli), e che fino ad allora aveva giocato con completi a strisce bianchi e blù sa orizzontali che verticali (either hooped or striped, dice l’autorevole Bob Bickerton). Se ci siamo intrattenuti sugli early years, è perchè quelli successivi non hanno riservato molte soddisfazioni ai Lilywhites, che sono stati la classica squadra yo-yo, sempre sù e giù tra la First e la Second Division (non dimentichiamo che stiamo parlando di un’epoca in cui men were men, footballers were footballers, and First Division was First Division . . . ) senza peraltro negarsi qualche soddisfazione, come la vittoria in FA Cup nel 1938 contro l’Huddersfield Town, ottenuta grazie ad un gol all’ultimo minuto dell’extra time (il primo gol su calcio di rigore mai realizzato nel mitico tempio di Wembley). 

In effetti, la legalizzazione del professionismo si rivelò un’arma a doppio taglio perchè finì per rinforzare anche (e soprattutto) le concorrenti, mettendo il North End in ombra. Gli anni successivi regalano in effetti due amarezze, la sconfitta in finale di FA Cup ancora col WBA nel 1954 e il secondo posto nel campionato 1952-1953 per un solo gol di differenza reti rispetto all’Arsenal. Risalgono agli anni ’50 e ’60 i più forti giocatori della storia del North End che ha reso loro omaggio immortalandone lodevolmente il ritratto su tre delle quattro tribune dello stadio (al posto dei soliti messaggi pubblicitari): il leggendario portiere Alan Kelly; Tom Finney, il più grande di tutti, il classico ragazzo della porta accanto, passato alla storia for his genius and gentlemanly conduct; e il monumento Billy Shankly, più conosciuto come manager del Liverpool e ancora di più per aver detto che il calcio, in fondo, non è questione di vita o di morte, è molto, ma molto di più! E molto ma molto di più di qualunque altra cosa è per i suoi tifosi anche il North End, nonostante la dura realtà racconti di una squadra che lotta per non retrocedere in Championship dopo avere perso nel 2005 i play off col West Ham.

di Stefano "Mr.Wolf" - da UKFP n° 22 - marzo 2008

martedì 8 ottobre 2013

Match Report JPT: PNE - Oldham Athletic 0-2

                       


               0                                         2

                                                                    Philliskirk 2'  Wesolowski 9'



PNE lineup: Stuckmann, Laird, Huntington, Wroe, Holmes, Garner, Buchanan, Welsh, Mousinho, Croasdale, Nicholson
PNE subs: Clarke, Beavon, Byrom, Rudd, Brownhill.






Per la partita di questa sera, valida per il Johnstone Paint Trophy, Grayson ha giustamente deciso di lasciare a riposo alcuni titolari dando così spazio ai giocatori meno utilizzati in questo ultimo periodo.
Tra questi, però, non era a disposizione Will Hayhurst, chiamato a rappresentare una selezione giovanile della Nazionale della Repubblica di Irlanda.
E' arrivata la seconda sconfitta in pochi giorni, anche se questa arriva in una competizione certamente meno importante, ma non per questo da affrontare senza impegno o con superficialità, una competizione che comunque ci avrebbe potuti portare a Wembley e dalla quale invece siamo stati già eliminati.
Grayson ha confermato il modulo 3-4-1-2 proposto nelle ultime settimane, ma, rinunciando a Wright e Clarke, ha dovuto schierare una difesa composta, oltre dall'infaticabile Huntinghton, da Laird e da Mousinho, decisamente fuori ruolo anche se in passato, ad inizio carriera con la maglia del Brentford, aveva già provato a ricoprire questo ruolo.
Ci si chiede comunque ancora una volta i motivi per i quali Candell-Sheriff, che sarebbe stato utile questa sera e che lo potrebbe essere anche in altre occasioni, sia stato ceduto in prestito al Burton Albion.
Ritorno di Stuckmann in porta, mentre a centrocampo Welsh e Wroe in mezzo supportati da Buchanan e Croasdale rispettivamente sulle fasce sinistra e destra con Holmes in avanti con Garner e l'esordiente Nicholson.
In panchina Grayson ha portato anche il giovane Josh Brownhill, per la prima volta convocato con la prima squadra.
La partita è iniziata malissimo e l'Oldham, approfittando di una difesa impreparata, è passato in vantaggio dopo soli 2 minuti di gioco con un gol di Philliskirk.
Le evidenti difficoltà soprattutto di Mousinho, esposto da Grayson, che lo ha schierato in un ruolo al quale non era ormai più abituato, a qualche brutta figura di troppo, hanno poi incredibilmente portato al raddoppio dei Latics che al 9° minuto ha realizzato il gol dello 0-2 grazie a Wesolowski, autore di un gran tiro dalla distanza sul quale Stuckmann non ha potuto nulla per cercare di intervenire.

La squadra è apparsa in grosse difficoltà e nel corso di tutto il primo tempo non è riuscita a rendersi pericolosa e ad imporre il proprio gioco.
Come nella partita di London Road ad inizio secondo tempo Grayson ha effettuato due cambi, evidentemente non soddisfatto dal rendimento della squadra nella prima frazione di gioco e forse resosi conto degli errori di formazione inizialmente commessi, presentando in campo Clarke e Beavon che hanno sostituito Mousinho e Croasdale.
E come contro il Peterborough nel secondo tempo la squadra si è trasformata giocando un calcio decisamente migliore e rendendosi pericolosa in diverse occasioni.
Sugli sviluppi di un calcio di punizione guadagnato da Garner, Welsh ha impensierito la difesa dei Latics ma la sua conclusione è stata respinta da Grounds, poi è toccato a Beavon a rendersi pericoloso con un colpo di testa dopo un cross preciso di Holmes.
Qualche minuto più tardi ancora una combinazione con Holmes ha portato Beavon ad andare vicino al gol sempre con un colpo di testa parato da Rachubka.
Il North End ha continuato ad attaccare senza lasciare l'iniziativa agli avversari e poco più tardi è stato Clarke, anche in questo caso con un colpo di testa, a impensierire Rachubka, ma senza riuscire a trovare quel gol che avrebbe potuto riaprire il match.

Nel finale nota lieta l'esordio in prima squadra ed a Deepdale del giovane promettente Josh Brownhill al quale auguriamo un futuro di successo con la maglia del PNE!

Josh Brownhill

Sugli sviluppi di un corner è stato ancora Tom Clarke a cercare il gol, ma la sua conclusione è terminata di poco alta sopra la traversa.
Poi ci hanno provato in un paio di occasioni Garner e poi Laird, ma senza successo e la partita dopo tre minuti di recupero è terminata con la sconfitta per 0-2 che ha decretato l'eliminazione del Preston dal JPT.
Peccato, sarebbe stato bello proseguire anche questa avventura, un'occasione anche per i giocatori meno utilizzati ed i giovani di avere un pò di spazio a disposizione per mettersi in mostra ed una bella opportunità per giocarsi, eventualmente, una finale a Wembley.
E' andata male, si tratta della prima sconfitta stagionale a Deepdale e la seconda in pochi giorni dopo quella rimediata a London Road, ma anche in questa occasione possiamo dire che nel secondo tempo la squadra ha giocato molto bene creando parecchie situazioni pericolose che, con un pò di fortuna in più, avrebbero anche potuto regalarci almeno un pareggio.
Però è proprio questo aspetto che dovrebbe far riflettere il nostro manager che all'inizio del secondo tempo in entrambe le partite ha corretto le sue scelte iniziali effettuando due cambi per equilibrare meglio la squadra.
A Peterborough, forse, sarebbe stato meglio schierare una formazione più prudente e meno sbilanciata, mentre questa sera è stato un errore schierare Mousinho nel ruolo di difensore centrale, a questo punto, non avendo a disposizione altri difensori centrali, avrebbe fatto meglio a schierare Clarke così come fatto con Huntington.

In ogni caso ormai questa è una partita ed una competizione archiviata, forse Grayson ha voluto correre consapevolmente dei rischi preferendo però lasciare a riposo alcuni giocatori in vista della prossima partita di campionato contro il Crewe Alexandra, partita importante perchè si deve assolutamente tornare a vincere dopo la sconfitta di sabato scorso.
Il Crewe non sembra rappresentare un grosso ostacolo, arriva da due nette sconfitte in campionato contro Gillingham e Notts County e questa sera ha perso 4-0 contro il Fleetwood di "Grezza", squadra che milita in League Two, nel JPT.

Fiducia nella squadra e nelle scelte del manager, non sarà comunque una partita da sottovalutare considerando anche le assenze di Hume e Humphrey che, come Hayhurst, saranno impegnati con le rispettive Nazionali.

Appuntamento a sabato prossimo nella speranza di tornare alla vittoria!!

COYW!


Match preview JPT: PNE vs Oldham Athletic

Non richiamerà un grandissimo pubblico come la Champions League, e non sarà nemmeno ricca di storia e tradizione come l' FA Cup, ma il Johnstone's Paint Trophy è comunque un impegno da onorare, che volente o nolente permette alle squadre di League One & Two di veder spalancargli davanti le porte di Wembley.


L'anno scorso un rocambolesco finale alla Ricoh Arena fermò la cavalcata del Preston North End. Quest'anno i sorteggi, con cambio di formula, ha riservato a Kevin Davies e compagni la possibilità di re-incontrare l' Oldham Athletic, battuto 2-1 sempre a Deepdale.

Contrariamente alla sfida giocata agli inizi di Settembre, Simon Grayson farà tirare il fiato ai titolarissimi, lasciando spazio a chi ha giocato meno. In molti, oltre all' impiego di Stuckmann tra i pali e l'esordio di Alex Nicholson a destra, si aspettano il ritorno in campo di Buchanan e Hayhurst a sinistra, del talentuoso Lee Holmes in trequarti e, dopo l' ottima prestazione a London Road, della coppia Wroe - Welsh/Mousinho. In attacco, dove mancherà Hume partito con la nazionale canadese, troverà spazio Joe Garner.

Un' ottima notizia è il recupero di Jack King, tornato ad allenarsi dopo l'infortunio al metatarso.

Solito appuntamento con Jonathan Breeze e Sean Gregan alle ore 20.45 tramite il player ufficiale. Diretta testuale a partire dallo stesso orario sulle pagine ufficiali di twitter e facebook.

sabato 5 ottobre 2013

Peterborough - PNE 2-0

                                          



            2                                                    0

Barnett 9′McCann 29′

Peterborough United line-up: Olejnik, Alcock, Zakuani, Bostwick, Swanson, Payne (Ntihe, 88), Assombalonga, McCann, Taylor (Kearns, 78), Rowe, Barnett. Subs not used: Day, Brisley, Mendez-Laing, Gordon, Conlon.

PNE line-up: Rudd, Humphrey, Laird, Clarke, Huntington, Wright; Keane, Byrom (Welsh, 46); Hume (Wroe, 46), Beavon (Garner, 70), K Davies. Subs not used: Stuckmann, Holmes, Buchanan, Mousinho.

Referee: Mr C Boyeson

Attendance: 7,020 (TBC away fans)

Venue: London Road


Si interrompe l'imbattibilità del PNE proprio nell'importantissima sfida di London Road nello scontro diretto contro il Peterborough che, in caso di vittoria, avrebbe proiettato il North End ad avvicinarsi in modo decisivo alla zona promozione diretta.
Era una partita molto difficile, lo si sapeva, un pareggio sarebbe stato certamente un ottimo risultato, ma purtroppo è arrivata una sconfitta, maturata già nei primi minuti del primo tempo, che fa scendere i Whites al quinto posto in classifica, sorpassati dal Bradford, raggiunti a quota 19 punti dal Rotherham e ulteriormente distanziati dalla capolista Leyton Orient, che ha pareggiato ad Oldham, ma anche da Wolves, vittorioso a Colchester ed, appunto, Posh.
L'analisi di qualche giorno fa sulle scelte di Grayson dovrebbe essere rivista oggi dato che, forse, in un match in trasferta così difficile ed importante e contro una squadra che segna sempre tantissimo, il manager avrebbe potuto e dovuto pensare a schierare una formazione meno offensiva e sbilanciata in avanti.
Infatti anche oggi, per la sesta partita consecutiva, Grayson ha confermato gli stessi diciotto giocatori e lo stesso undici iniziale schierando il modulo 3-4-1-2 che fino ad ora aveva permesso di ottenere importanti vittorie, ma che oggi, evidentemente, non è sembrato il modulo ideale per poter affrontare una squadra che sta lottando per il primo posto in classifica ed in una partita che avrebbe potuto rivelarsi decisiva in caso di risultato positivo.
Quindi ancora panchina per Holmes, Welsh e Wroe e fiducia a Byrom, Laird e Keane nella solita posizione di centrocampista con il trio offensivo composto da Hume, Beavon e Davies.
La partita era sembrata iniziare bene con il North End che nei primissimi minuti aveva mantenuto il possesso palla e conquistato un corner dopo un'iniziativa di Laird finalizzata da Kevin Davies.
Al nono minuto di gioco, però, i padroni di casa hanno trovato il gol del vantaggio quando un tiro dalla grande distanza di McCann è stato brillantemente parato da una respinta di Rudd, sulla quale, però, si è avventato per primo Barnett che non ha avuto difficoltà ad insaccare la palla in rete per l'1-0.
Dopo soli sessanta secondi i Lilywhites hanno avuto l'opportunità di pareggiare sugli sviluppi di un corner calciato da Byrom e sul quale Huntington ha impegnato con un colpo di testa il portiere avversario autore di una buona parata.
Al 19° minuto lo stesso Huntington ha fermato lo scatenato Assombalonga con un fallo che gli è costato un cartellino giallo e che ha regalato un calcio di punizione dal limite per i Posh.
La punizione calciata da Taylor è stata deviata in calcio d'angolo da un ottimo intervento di Declan Rudd.
Dieci minuti più tardi però, il portiere in prestito dal Norwich, ha commesso un clamoroso errore non riuscendo a trattenere una conclusione di McCann che si è così infilata in porta per il gol del raddoppio del Peterborough.
Sarebbe sbagliato colpevolizzare Rudd, fino a quel momento sempre positivo e grande protagonista anche nel proseguo della partita, soprattutto intorno al 40° minuto quando si è reso protagonista di una strepitosa tripla parata su conclusioni all'interno della stessa azione di Taylor, Barnett ed ancora Taylor; la prima parata è arrivata appunto dopo una conclusione dalla destra di Taylor, la seconda su un colpo di testa di Barnett deviato in corner dopo un cross di Assombalonga che aveva raccolto la palla dopo la prima respinta del portiere, la terza, ancora su Taylor, sugli sviluppi del calcio d'angolo precedentemente guadagnato.

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Chris Humphrey

All'inizio della ripresa il PNE si è presentato in campo con due centrocampisti, Welsh e Wroe, schierati al posto di Byrom e di Hume, uno dei tre giocatori d'attacco; forse una scelta che fa capire che Grayson abbia voluto correggere la sua iniziale decisione di schierare la squadra con il 3-4-1-2 preferendo un modulo più bilanciato e meno aperto ai rischi derivanti dai continui attacchi della squadra di Ferguson.
Nel secondo tempo, dopo un gol giustamente annullato per fuorigioco ad Assombalonga in una delle poche sortite in attacco dei Posh, il Preston ha giocato meglio andando molto vicino al gol che avrebbe potuto riaprire il match in diverse occasioni.
Prima sugli sviluppi di un calcio di punizione, fischiato per un fallo di Bostwick ai danni di Davies, calciato da Welsh e terminato di poco a lato sulla destra del palo della porta avversaria.
Al 71° Grayson ha sostituito Beavon con Garner e poco dopo il Norh End ha sfiorato il gol con una bellissima conclusione al volo dalla distanza di Wright con la palla che si è schiantata sulla traversa finendo poi sulla linea di porta senza entrare in rete.
Qualche minuto più tardi un gran tiro di Wroe è stato deviato sopra la traversa da un ottimo intervento di Olejnik; sugli sviluppi del calcio d'angolo conseguente Laird ha crossato per Clarke il cui colpo di testa è stato respinto sulla linea di porta da Barnett terminando sulla testa di Garner che ha incredibilmente colpito un'altra clamorosa traversa.
Nei minuti di finali il North End ha continuato a pressare ed a mettere in difficoltà i Posh che hanno avuto nel portiere Olejnik il loro miglior giocatore in campo ed ancora protagonista con due interventi con i quali ha prima negato il gol a Garner a sette minuti dalla fine del match, e poi a Welsh autore di un tiro dalla distanza.
Nei cinque minuti di recupero ancora Garner si è reso pericoloso con un tiro terminato a lato dopo essere stato servito da un passaggio di Wroe.

La partita è terminata con il risultato di 2-0, una vittoria probabilmente meritata per il Peterborough, ma se il PNE fosse riuscito a giocare tutti i novanta minuti come ha fatto nel secondo tempo sarebbe certamente riuscito ad ottenere qualcosa di meglio.
Un secondo tempo assolutamente positivo che con maggiore fortuna avrebbe anche potuto vedere la partita riaprirsi con il North End che avrebbe poi potuto giocarsela fino al termine.

Una prestazione che forse, ma non spetta a noi giudicare, dimostra che il modulo offensivo proposto da Grayson forse dovrebbe essere rivisto in occasione di partite in trasferta di questo tipo e contro squadre forti come il Peterborough; nel secondo tempo, infatti, quando il manager ha bilanciato la squadra togliendo un attaccante come Hume ed inserendo al suo posto un centrocampista si è vista una squadra molto brillante ed equilibrata.
Il secondo tempo dimostra comunque anche che nonostante questa sconfitta la squadra è in forma e sicuramente dopo questo stop potrà riprendere ad inseguire l'obiettivo.
La prossima partita di campionato si giocherà sabato prossimo a Deepdale contro un Crewe Alexandra in grandi difficoltà con soli sei punti in classifica e reduce da due sconfitte consecutive nelle quali ha perso 3-0 e 4-0 contro avversari che stanno lottando per non retrocedere come Gillingham e Notts County.
Prima però ci sarà la partita di martedì sera valida per il JPT e nella quale, contro l'Oldham a Deepdale, Grayson dovrebbe fare un pò di turnover per provare giocatori attualmente meno impiegati come Hayhurst, Holmes, Mousinho e gli stessi Welsh e Wroe entrati in campo oggi nella ripresa, ma che certamente meritano delle opportunità per dimostrare di poter avere maggiori possibilità di giocare.

Una sconfitta che lascia naturalmente molto dispiacere, ma che, guardando alla prestazione del secondo tempo, lascia ancora ottimismo e fiducia in questa squadra che ha comunque messo in grande difficoltà una delle squadre più forti e più in forma del campionato.

Come on you Whites, appuntamento a martedì!!




League One: 10° Giornata

L'Orient rallenta ancora pareggiando ad Oldham, ne approfittano subito Peterborough e Wolverhampton che vincono contro PNE e Colchester portandosi ad un solo punto dal primo posto in classifica.
Il Bradford continua a sorprendere, vince a Walsall e balza al quarto posto sorpassando il Preston raggiunto a sua volta dal Rotherham, altra neopromossa sorpendente, vittorioso a Griffin Park contro un Brentford ancora in difficoltà.
Tra le squadre che inseguono la zona play off vince solo lo Swindon, brutte sconfitte per MK Dons, Walsall e, appunto, Brentford.
In coda vittoria importantissima per il Gillingham che sorpassa Crewe, Bristol e Oldham, ma anche per Notts County e Coventry che escono dalla zona retrocessione sorpassando Stevenage, Tranmere, Bristol, Crewe e Sheffield United che ha pareggiato ieri a Bramall Lane contro il Crawley.




Hanson in gol per la grande vittoria dei Bantams

Bradley, gol decisivo per il Rotherham





PositionTeamPlayedGoalDifferencePoints
1Leyton Orient101826
2Peterborough101425
3Wolves101425
4Bradford101321
5Preston10719
6Rotherham10519
7MK Dons10516
8Crawley10316
9Walsall10115
10Brentford10-115
11Swindon10314
12Port Vale10-214
13Carlisle10-912
14Colchester10-411
15Shrewsbury10-39
16Gillingham10-49
17Oldham10-38
18Coventry1057
19Notts County10-67
20Bristol City10-66
21Crewe10-176
22Sheff Utd10-105
23Stevenage10-115
24Tranmere10-125

venerdì 4 ottobre 2013

Simon Grayson vince il premio di Manager of the Month

Attraverso una nota sul proprio sito ufficiale, il PNE ha reso noto questa mattina che al manager Simon Grayson è stato riconosciuto il premio di manager del mese, in virtù del grande momento che sta vivendo la nostra squadra, che nelle ultime 5 uscite, ha raccolto il bottino pieno.


A testimonianza del gran manager e della gran persona che è, Grayson ha voluto sottolineare e dedicare il premio ai suoi giocatori ed al suo staff, specialmente a quelli che lavorano nell' ombra come il fisioterapista Matt Jackson.

Domani per l' ex Leeds United ed Huddersfield si presenterà un test impegnativo come quello contro i Posh del Peterborough, concorrente con il PNE per la promozione in Championship.

Match preview: Peterborough United vs PNE

Fresco di premio come Manager of the Month, battendo proprio l'avversario di domani, Simon Grayson guiderà la squadra nella difficile trasferta di London Road, casa del Peterborough.


I Posh, grazie anche alle sorprendenti qualità realizzative di Britt Assombalonga, nuovo acquisto proveniente dal Watford, autore di 8 goals in 11 partite giocate e secondo nella corsa per il Player of the Month del mese di Settembre, si trovano al secondo posto in classifica alle spalle del Leyton Orient. Il match di domani vedrà i Whites affrontare una vecchia conoscenza, Darren Ferguson, che guidò la squadra nel 2010. 
Dopo l'esordio contro il Chelsea di Ancelotti, il cui risultato era chiaramente e purtroppo scontato, la squadra guidata dal figlio del celebre Sir Alex, ebbe un rendimento altalenante (molto tendente verso il negativo). 
A sugellare il brutto rapporto con i Northenders furono anche alcuni comportamenti ambigui e poco corretti delle società con cui aveva stretto lui stesso rapporto, Manchester United e Stoke, che dopo il suo giusto esonero, richiamarono alla base quei giocatori mandati in prestito e divenuti nel frattempo fondamentali per mantenere quantomeno la categoria. Insieme ad una proprietà disattenta, dei giocatori inadatti e immotivati, anche lui è un colpevole del nostro declino.
Declino che sembra essersi fermato da quando nel Lancashire è arrivato Simon Grayson. Tifosi ed esperti del settore aspettano con ansia il kick off di domani, specialmente per rendersi conto di quanto questo PNE voglia imporre il suo gioco e gonfiare il petto come un tempo. Si tornerà ad un prudente 4-4-2 oppure si proseguirà sulla scia del 3-4-1-2 che ha fruttato le ultime 5 vittorie consecutive?

Saranno purtroppo assenti Jack King, che sta recuperando pian piano dall' infortunio al metatarso, e Keith Keane che negli ultimi giorni ha accusato problemi muscolari.

A tenere compagnia tramite il player, aspettando il fischio d'inizio del sign. Boyeson fissato per le 16:00 italiane, ci sarà il solito Jonathan Breeze. Per le dirette testuali invitiamo tutti a seguire gli account facebook & twitter.