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giovedì 30 dicembre 2021

We are the Gentry

 We are the Gentry

Alla memoria di Cristian

Racconto di Conor Adam tratto dal libro "Per sempre con noi - Tributo a Christian Lafauci" ed. Urbone Publishing, scritto a più mani per ricordare ed onorare la memoria dell'amico Christian. Il libro, compreso quello qui riportato con il permesso dell'Editore e dell'autore, contiene 34 racconti sul calcio e sulla cultura o semplicemente su un legame come l'amicizia nei confronti di un ragazzo che ci ha salutati troppo presto lasciando però in noi il suo indelebile ricordo. Il ricavato delle vendite del libro verrà utilizzato per scopi benefici, quindi, oltre per i suoi contenuti, vi consiglio di acquistarlo sul sito dell'Editore: 

http://www.urbone.eu/obchod/per-sempre-con-noi-tributo-a-christian-la-fauci

o sui siti delle varie librerie online.

Grazie :)

Premessa: sono tifoso del Preston North End e l'amico Christian, tempo fa, incuriosito ed interessato, mi aveva chiesto informazioni sul "Gentry Day", una giornata organizzata annualmente dai supporters del PNE per ricordare gli amici che ci hanno lasciato. Si tratta di un racconto nato dalla mia fantasia, ma che rispecchia comunque la realtà.

E’ la sera del 14 febbraio 2014, qualcuno festeggia San Valentino, ma non a Preston, i cittadini della città del Lancashire hanno appena appreso la tragica notizia della morte di Sir Tom Finney, un simbolo del Preston North End, la squadra locale, ma anche di tutta la comunità, il leggendario fuoriclasse era sempre stato uno di loro, uno che aveva vestito nella sua carriera da calciatore soltanto le maglie bianche del PNE e della Nazionale Inglese tra il 1946 ed il 1960, uno che aveva sempre onorato quelle candide maglie, uno che si era sempre dimostrato fedele alle proprie origini con orgoglio.

Al Sumner Pub c’è silenzio e sgomento, qualcuno alza una pinta in alto in onore di Sir Tom, un uomo, prima che un calciatore, amato da ogni tifoso dei Lilywhites e da ogni cittadino di Preston, un eroe, una leggenda, ogni persona all’interno di quel locale pensa a lui ed a proprio modo gli da il suo addio.

Tra di loro c’è anche Trevor, è lì a trascorrere la serata con qualche amico, tutti fedelissimi tifosi del North End, dopo i primi momenti di dolore ed incredulità la gente inizia a parlare, tra una birra e l’altra ognuno di loro ricorda Tom, chi condivide qualche aneddoto, chi pensa alle sue giocate in campo, chi invece spiega quanto lo rispettasse anche come cittadino modello.

Poi Trevor pensa anche a suo padre Phil, a quanto possa essere colpito dalla brutta notizia ed allora va da lui, abita proprio lì vicino, poco distante dal pub, poco distante da Deepdale, la storica dimora del Preston NE, quella che fu la casa anche di Finney, bussa alla porta, lo accoglie sua madre che senza nemmeno chiedere prepara il tè; Phil è in salotto sulla sua sedia a rotelle e Trevor se ne accorge che ha le lacrime agli occhi, sta guardando alla televisione un programma dedicato a Sir Tom, per lui sono ricordi ancora vivi, lui li ha vissuti quegli anni, lui lo ha visto deliziare i tifosi con le sue giocate in campo, e più volte gli ha parlato, avevano più o meno la stessa età, quando Tom iniziò a giocare da professionista per il PNE nel ’46, subito dopo la fine della guerra, lui iniziava ad andare a Deepdale con suo padre, quanti bei momenti, le giocate di quel ragazzino davano un po’ di conforto a quella gente che negli occhi aveva ancora gli orrori del secondo conflitto mondiale, quel ragazzino dava speranze, i giovani lo prendevano come esempio, Phil capì che doveva lottare per raggiungere i propri scopi, per realizzare i suoi sogni, proprio come aveva fatto Tom che era riuscito a vestire la maglia della sua squadra del cuore, la squadra della sua città, l’unica per lui.

A Trevor ed a Phil bastano poche parole per capirsi, una pacca sulle spalle, un sorriso di conforto, la condivisione di quel dolore, così come fanno allo stadio, ci vanno sempre insieme a Deepdale, sono abbonati da anni, sempre allo stesso posto, nella “Sir Tom Finney Stand”, nella quale, con i colori dei seggiolini, è raffigurato il volto del più grande di sempre nella storia del glorioso Preston North End.

Anche Harris, il sedicenne figlio di Trevor, è un grande tifoso del North End, ma lui ha smesso presto di andarci con il padre a Deepdale ed ha iniziato già da un paio di anni a frequentare un gruppo di amici con i quale va nella Town End, il settore più caldo, dove partono i cori di incitamento alla squadra, suo padre non lo sa, ma qualche volta gli è capitato anche di fare a pugni con qualche tifoso avversario, forse Phil lo sa, ma non ha mai detto niente, vuole tanto bene a quel ragazzino.

I tifosi ed i cittadini di Preston hanno ricordato ed onorato la loro leggenda partecipando con commozione alle manifestazioni organizzate nei giorni successivi alla sua morte e nel giorno del suo funerale, a Deepdale la statua che lo raffigura, la famosa “The Splash”, che rappresenta una sua giocata contro il Chelsea sul campo infangato di Stamford Bridge, è stata ricoperta da innumerevoli sciarpe del PNE.

Passano le settimane, i tifosi del North End hanno organizzato il Gentry Day per il venerdì di Pasqua, il 18 aprile, giorno in cui i Lilywhites affronteranno al Griffin Park di Londra il Brentford, per loro questo è un giorno davvero speciale e molto sentito nei loro cuori, infatti è per loro tradizione ricordare in questa giornata tutti gli amici scomparsi, persone legate alle squadra, anche ex giocatori, è abitudine vestire in modo elegante e soprattutto indossare una bombetta, questo per rendere giustizia alla frase di Alan Ball, manager dei Whites negli anni 60, che li definì appunto “La Gentry”.

“Papà, lo sai quanto ci tengo, ma il venerdì di Pasqua proprio non posso venire a Londra! Mi dispiace non onorare il Gentry Day, l’ho sempre fatto da quando è stato reintrodotto nel 2005!” dice con dispiacere Trevor.

“Figliolo non ci pensare, lo capisco, ma non ti preoccupare, sono certo che Tim e John saranno disponibili ad accompagnarmi sul bus organizzato dal PSG (Preston Supporters Group), andrò con loro, non ci sono problemi, sei sempre venuto, ci sei sempre stato e ti ringrazio per questo!”

“No, no, papà, non mi va di impegnare Tim e John… ma.. adesso che ci penso, puoi andarci con Harris! Perché no? E’ tuo nipote, sarà contento di esserti di aiuto, gliene parlerò questa sera, tranquillo”

“Ma cosa ti viene in mente Trevor?? Quel ragazzo ci va con i suoi amici, soprattutto in trasferta! Ma cosa credi? Che preferisca andarci con il suo vecchio nonno in carrozzina? Lascialo libero, non voglio essere un peso per lui, immagino quanto sia gasato per questa trasferta nella Capitale!”

“Sei suo nonno e sarà contento di…” sta per dire Trevor, ma Phil lo interrompe “Ma come fai a non capire? Quel ragazzo è cresciuto, vuole stare con i suoi amici, non gli interessa andare allo stadio con noi, vuole divertirsi, eri anche tu così alla sua età!”

Infatti Phil aveva ragione, quella sera, a casa, quando Trevor parla della sua idea con Harris, il ragazzo si infuria “Io non ci vado con il nonno! E come faccio con quella sedia a rotelle! Io vado con i ragazzi, sappiamo come divertici noi, sarebbe un peso per me e poi a me non me frega proprio niente del Gentry Day! Noi andiamo per far casino,  mica ci mettiamo quelle ridicole bombette! Io ci vado con le mie Adidas e il capellino che uso tutti i giorni, non ci interessa di questa tradizione, la lasciamo a voi vecchi!”

Senza pensarci Trevor gli tira uno schiaffo sul viso, se ne pente subito, ma resta la grande delusione per le parole del figlio, sa quanto ne soffrirebbe anche suo padre che ama quel ragazzo e sa quanto Phil ci tenga a partecipare al Gentry Day, soprattutto quest’anno visto che tra gli altri si ricorderà con grande emozione e partecipazione anche Sir Tom.

Passa qualche giorno, Harris ha scherzato con i suoi amici della proposta del padre, i ragazzi ridono tra di loro, ma non ride Jack, che prende da parte l’amico e lo guarda dritto negli occhi parlandogli con rabbia mista a dolore “Harris, la famiglia è importante, cosa credi? Come ti permetti di ridere di tuo padre e di tuo nonno in questo modo? Non ti rendi conto di quanto sei fortunato ad averli ancora con te e così uniti? Mio nonno è morto da anni e mia papà ha sempre avuto un rapporto difficile con lui ed ora che lui non c’è più lo rimpiange, rimpiange di non aver mai fatto con lui tante cose, di non averlo mai portato allo stadio come invece il padre aveva fatto con lui quando era bambino! Devi portar rispetto ai tuoi vecchi e dovresti essere contento di poter essere utile a tuo nonno, almeno in questa occasione così speciale per lui! E’ il Gentry Day, amico, tu proprio non comprendi quanto sia importante?? Lascia perdere la bombetta, pensa al vero significato, io parteciperò con lo spirito giusto, penserò a mio nonno, a Sir Tom, ma anche al piccolo Daz, te lo ricordi vero? Era uno di noi, ma poi è stato più sfortunato, ma il suo ricordo non si spegnerà mai nel mio cuore ed in questa giornata lo onorerò, così come onorerò con orgoglio il Preston North End!”

Le parole di Jack sorprendono Harris che ne rimane colpito, non pensava che l’amico potesse parlare in questo modo, non pensava che anche per lui la famiglia ed il Gentry Day potessero essere così importanti, proprio Jack, uno dei ragazzi più decisi e svelti quando c’è da usare le mani contro i tifosi avversari.

Harris va dai nonni, Phil, nonostante sappia di come il nipote abbia reagito alla proposta del padre, lo accoglie con tutto l’affetto possibile, ma non la nonna, che sembra strana e triste, o forse delusa, prepara comunque come al solito il tè e poco, dopo, seduti in salotto, Harris annuncia “Nonno, non ti preoccupare, ci andremo insieme io e te al Gentry Day, non vedo l’ora” Phil non trattiene le lacrime mentre la nonna accarezza il nipote sui folti capelli e gli sorride con amore.

Arriva il giorno, Harris, come promesso, si presenta con Jack dal nonno ed insieme vanno verso Deepdale da dove partono i bus organizzati dalla tifoseria, per i due ragazzi sembra tutto strano, loro sono abituati ad andare in trasferta con il treno, a bere, a cantare e far casino, sul pullman c’è invece un’atmosfera diversa, ma tra i tifosi del PNE sembra esserci grande amicizia e rispetto reciproco, Phil trova molti suoi vecchi amici, con loro ricorda episodi del passato, ma soprattutto presenta loro con orgoglio suo nipote al quale qualcuno passa una bombetta e lui, con un po’ di imbarazzo, la indossa, ma subito dopo si sente ancor più parte di questa giornata magica, si sente ancor più coinvolto da tutta questa gente, ma soprattutto dall’energia positiva che emana il significato del Gentry Day.

Poi il nonno spiega al nipote quello che prova in questa giornata e quanto sia orgoglioso di averlo con lui “Harris, noi siamo la Gentry, siamo una grande famiglia, non siamo semplicemente una tifoseria, lo disse il grande Alan Ball, ci portiamo nel cuore i ricordi del passato e tra questi anche i ricordi degli amici che abbiamo amato e che non sono più qui con noi, ma noi li dobbiamo sentire ancora qui, qui vicini a noi, li portiamo nei nostri cuori e lo faremo per sempre, sono orgoglioso che tu abbia deciso di vivere il Gentry Day nel modo giusto, devi sentirtelo dentro, non è solo il fatto della bombetta, è molto di più, è sentirsi parte integrante di qualcosa”.

Arrivati a Londra vanno in uno dei 4 pub che circondano Griffin Park e lì, nonostante il significato di questa giornata, i tifosi sono allegri, bevono, ridono e cantano, ma non per mancanza di rispetto verso il Gentry Day e gli amici scomparsi, no, lo fanno perché lo vogliono vivere insieme e con gioia, perché questo è comunque un giorno di festa, da condividere insieme con allegria, perché è giusto ricordare, ma bisogna ricordare gli amici che non ci sono più con la felicità nel cuore, la felicità che loro vorrebbero, la felicità che loro avevano quando erano lì in quei pub, in quegli stadi.

La partita è importante, ma in una giornata del genere diventa quasi un contorno, allo stadio l’incitamento per la squadra è incessante, le bombette vengono agitate ed alzate al cielo, ma quello che si alza con ancor più decisione al cielo è il coro “WE ARE THE GENTRY” che tutti cantano con gioia ed orgoglio.

Il PNE perde per 1-0, ma per oggi può anche andar bene così, i tifosi hanno vissuto il loro Gentry Day e questo nessuno glielo potrà mai togliere, Phil è contento, allo stesso tempo commosso ed emozionato.

Ma forse è in Harris che qualcosa è veramente cambiato, questa giornata che prima avrebbe affrontato in modo del tutto superficiale è ora diventata la più importante per lui, soprattutto quella della stagione successiva quando avrebbe pianto proprio nonno Phil che ha raggiunto in cielo Sir Tom, ma sa che il nonno, proprio come lui stesso gli aveva insegnato, sarà sempre con lui, così come il piccolo Daz, è contento di avergli regalato quella gioia quel giorno.

Harris avrebbe continuato ad andare nella Town End con Jack ed i suoi amici, ma avrebbe sempre partecipato al Gentry Day con lo spirito di quella volta che ci andò con nonno Phil ed avrebbe sempre indossato con orgoglio il “Bowler Hat” cantando a squarciagola “We are the Gentry”.

Capitò poi un fatto strano e curioso ad Harris, una sera venne contattato tramite un Social Network da un ragazzo italiano che ne voleva sapere di più di questo Gentry Day, ne era affascinato.

Il suo nome era Cristian.

A Cristian

By Sergio Francesco Tagliabue “Conor Adam”




 

venerdì 11 marzo 2016

Match Preview: Bolton Wanderers v PNE


Tirate fuori il vestito migliore, rispolverate la bombetta, è Gentry Day questo weekend! Una giornata speciale per ricordare tutti coloro che sono scomparsi negli ultimi dodici mesi e che sono in qualche maniera connessi al Preston North End. “Preston Fans are the best, They’re the Gentry”, questa la celebre frase che utilizzò l'ex manager Alan Ball Sr. negli anni '70 per definire la tifoseria del North End, e da allora i tifosi Lilywhites sono "la Gentry". E proprio per il fatto di essere stati definiti in questo modo i tifosi del North End usano indossare una bombetta, “bowler hat”, soprattutto in occasione del Gentry Day. Questo magico evento viene organizzato da qualche anno con cadenza annuale, in occasione di una partita in trasferta, e pur essendo una ricorrenza molto seria e sentita, la giornata è ricca di momenti di festa e di aggregazione, perchè è giusto ricordare gli amici con gioia, ripensando ai momenti felici passati insieme, ma anche perchè questa particolare ricorrenza è un’occasione unica per ogni tifoso per incontrarsi e bere in compagnia della buona birra, in un clima di armonia e spensieratezza.
Questo evento unico è andato sold out in soli tre giorni da quando sono stati resi disponibili i tagliandi circa un mese fa, quindi ci aspettiamo una cornice di pubblico meravigliosa al Macron Stadium di Bolton, per sospingere la squadra verso il successo. In questa meravigliosa atmosfera, verrà disputato infatti l'ennesimo derby di questa stagione, la partita tra Bolton Wanderers e PNE, valida per il 37esimo turno di Championship.
Sarà un'occasione speciale, perchè i tifosi del North End si uniranno a quelli dei Trotters in un plauso di cordoglio, per ricordare le 33 persone che 70 anni fa persero la vita nel disastro di Burden Park, tifosi del Bolton che erano accorsi in quello stadio per assistere al match di FA Cup contro lo Stoke City. Un gesto importantissimo, che accomuna ed avvicina due meravigliose tifoserie, che saranno divise per una partita di calcio, ma unite in un vero spirito di fratellanza, essenza primaria di questo sport e del Gentry Day.


Tornando al calcio giocato i Trotters, fanalino di coda della Championship con 26 punti, dieci in meno dal quartultimo posto, non vengono certo da un periodo esaltante, e si accingono ad affrontare i Whites, dopo il pareggio ottenuto in casa contro l'Ipswich sabato scorso, che ha di fatto bloccato un'emorragia di sconfitte consecutive che durava da tre giornate. Ad un certo punto la squadra sembrava aver avuto una bella reazione e la salvezza non sembrava cosi impossibile, mentre adesso le speranze sembrano pressoché nulle, ma di sicuro il loro personale campionato, società e tifosi, lo hanno vinto, la spauracchio del fallimento è stato definitivamente evitato e la gloriosa storia di questo club finalmente preservata. 
Due sconfitte ed un pareggio nelle ultime tre partite invece per il North End, l'ultima delle quali al City Ground di Nottingham, sesto posto in classifica con 49 punti, -7 dalla zona play-off. Un piccolo calo fisiologico ci sta, non c'è da preoccuparsi, perché la voglia di lottare è immutata, sarebbe ingiusto criticare questi ragazzi, dopo il meraviglioso cammino fatto fin qui, ma guai ad abbassare la guardia o farsi prendere dallo sconforto per gli ultimi risultati negativi, bisogna reagire prontamente e ritrovare la via dei tre punti, ad iniziare dalla partita di domani con i Trotters.

L'ultimo viaggio del PNE per una gara di campionato al Macron Stadium di Bolton, è stato nel lontano agosto 2000, quasi 16 anni fa. In quell'occasione arrivò un netto 2-0 a favore dei padroni di casa, che ebbero anche il merito di classificarsi un gradino sopra i Lilywhites quarti a fine stagione, e di sconfiggerli nella finale play-off della First Division disputata al Millennium Stadium di Cardiff con un netto 3-0, dopo che i ragazzi di David Moyes avevano superato il Birmingham City in semifinale.

Per la gara di domani il manager Simon Grayson dovrà rinunciare al bomber Joe Garner, squalificato per due turni dopo aver rimediato la decima ammonizione in campionato martedì scorso contro il Nottingham. Tuttavia l'operazione alla quale doveva sottoporsi Paul Gallagher per la riduzione di un'ernia è stata rimandata, questo vuol dire che il centrocampista sarà regolarmente disponibile. Da valutare invece le condizioni dei mediani Alan Browne, per un problema ai flessori, e Neil Kilkenny entrambi assenti nella sfida al Forest. Gli infortunati di lungo corso Jermaine Beckford, Stevie May, Liam Grimshaw e Chris Humphrey restano tutti indisponibili.


Sarà comunque un impegno difficile, contro una squadra ricca di fascino e tradizione, una compagine pericolosa e da non sottovalutare. Una gara da vincere contro l'ultima in classifica, per ritrovare sicurezza e perchè no... continuare a sognare. Sarà una festa meravigliosa, alla quale parteciperemo anche noi GBS, infatti il nostro chairman Sergio (Conor Adam) e Silvia saranno tra i 4.500 tifosi del Preston North End che invaderanno con le loro bombette il settore ospite del Macron Stadium. Siamo orgogliosi di voi ragazzi!

Non ci resta che attendere il pomeriggio di domani, sabato 12 Marzo, per sostenere con la solita passione i nostri colori nella magica atmosfera del Macron Stadium. Il calcio d'inizio è fissato alle 16 ora italiana e per chi non potrà raggiungere Bolton, come faranno il nostro Sergio e la nostra Silvia, la partita sarà coperta integralmente dalla diretta testuale sui canali social del club e dalla radiocronaca tramite player ufficiale, a partire dalle 15:30.

VIVA I GBS, VIVA IL PRESTON NORTH END ED I SUOI MERAVIGLIOSI TIFOSI, VIVA LA GENTRY!

COYW!

lunedì 1 dicembre 2014

Gentry Day il 14 Febbario a Nottingham, arriva la notizia ufficiale


I tifosi del PNE, come tutti gli anni, hanno comunicato qualche mese prima la data scelta per celebrare il Gentry Day, giornata simbolo che vuol ricordare i compagni di tifo che non ci sono più.

Quest'anno è stata scelta la data del 14 Febbaraio, perchè in coincidenza con il match di Nottingham in trasferta (per il Gentry Day viene sempre scelta una giornata in cui il Preston North End gioca fuori casa) cade l'anniversario della morte della leggenda Sir Tom Finney.

Come successo già in passato, a commemorare Sir Tom Finney, tutti i tifosi che sono passati a miglior vita e a passare una giornata in allegria in pieno stile british football, ci sarà anche il nostro chairman Sergio Conor Adam.

Tutti noi GBS attendiamo con impazienza l'arrivo della data fatidica, con una felicità in più perchè tra le tante bombette e le tante sciarpe che sventoleranno nell' away stand di Meadow Lane, ce ne sarà anche una del nostro gruppo.

VIVA I GBS, IL PRESTON NORTH END, I SUOI TIFOSI E SIR TOM FINNEY, CHE TANTO MANCA A NOI E TANTO MANCA A QUESTO FOOTBALL.